È snervante non provare niente, o almeno niente che rimanga davvero.
Mi sento di continuo “vuota, piena, e poi di nuovo vuota”.
Non sono mai sazia, né contenta, né a posto.
Niente persiste,
tutto mi sfugge,
sfiora ma non tocca,
bacia ma non morde,
abbraccia ma non stringe.
È una continua clessidra che si riversa dall'altra parte,
è un continuo scorrere del tempo,
una falla nell'acqua,
un buco nella superficie,
una mano che passa da un lato all'altro.
Fa male sentire la sofferenza ma fa altrettanto male non provare mai niente per davvero,
niente che persiste per far credere che la mia vita sia reale.
Trapassa tutto, una taglio più grande del cerotto, più grande dell'esperienza di un chirurgo.
Un taglio all'interno, e come si ricuce un taglio del genere se non si prova niente?
Non sto nemmeno sopravvivendo, sto solo lasciando che il tempo passi.
@queitaglisuipolsisporchi